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"[…]
«Noi ci saremo, Harry» annunciò Ron.
«Cosa?».
«A casa dei tuoi zii. E poi verremo con te, ovunque tu vada».
«No…» rispose Harry rapido; non l’aveva previsto, pensava che avessero capito che intendeva affrontare da solo quel pericolosissimo viaggio.
«Ce l’hai già detto una volta» sussurrò Hermione «che c’era tutto il tempo per tornare indietro, se avessimo voluto. Il tempo l’abbiamo avuto, no?»
«Siamo con te qualunque cosa accada» ribadì Ron."

Harry Potter e il Principe mezzosangue

(Fonte: justtwins)

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Rupert, Daniel and Emma on set

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E’ Natale anche a Diagon Alley

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Lovely Emma

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Tom and Robert

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Dan

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Tupert negli anni

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After Party Prisoner of Azkaban, 2004

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«Per di qua, Harry» disse il signor Weasley, e uscirono dal flusso di impiegati del Ministero per dirigersi verso i cancelli dorati. Seduto a una scrivania sulla sinistra, sotto un cartello che diceva Sorveglianza, un mago con la barba malfatta e un abito blu pavone li guardò avvicinarsi e posò La Gazzetta del Profeta. «Accompagno un visitatore» disse il signor Weasley, indicando Harry. «Venga» rispose il mago con voce annoiata. Harry si avvicinò e il mago tese una lunga asta dorata, sottile e flessibile come l’antenna radio di un’auto, e la passò su e giù davanti e dietro Harry. «Bacchetta» borbottò il mago della sorveglianza rivolto a Harry, posando lo strumento dorato e tendendo la mano. Harry estrasse la bacchetta. Il mago la lasciò cadere in uno strano congegno d’ottone, che assomigliava a una bilancia con un solo piatto. Il congegno prese a vibrare. Una strisciolina di pergamena sbucò da una fessura alla base. Il mago la strappò e lesse. «Undici pollici, anima di piuma di fenice, in uso da quattro anni. Corretto?» «Sì» rispose Harry nervoso. «Questo lo tengo io» disse il mago, infilzando il pezzetto di pergamena su un piccolo puntale di ottone. «Questa se la riprenda» aggiunse, consegnando la bacchetta a Harry. «Grazie». «Un momento…» disse il mago lentamente. Il suo sguardo balenò dalla targhetta d’argento sul petto di Harry alla sua fronte. «Grazie, Eric» tagliò corto il signor Weasley, e prendendo Harry per una spalla lo guidò lontano dalla scrivania, di nuovo nel fiume di maghi e streghe.

«Per di qua, Harry» disse il signor Weasley, e uscirono dal flusso di impiegati del Ministero per dirigersi verso i cancelli dorati. Seduto a una scrivania sulla sinistra, sotto un cartello che diceva Sorveglianza, un mago con la barba malfatta e un abito blu pavone li guardò avvicinarsi e posò La Gazzetta del Profeta. «Accompagno un visitatore» disse il signor Weasley, indicando Harry. «Venga» rispose il mago con voce annoiata. Harry si avvicinò e il mago tese una lunga asta dorata, sottile e flessibile come l’antenna radio di un’auto, e la passò su e giù davanti e dietro Harry. «Bacchetta» borbottò il mago della sorveglianza rivolto a Harry, posando lo strumento dorato e tendendo la mano. Harry estrasse la bacchetta. Il mago la lasciò cadere in uno strano congegno d’ottone, che assomigliava a una bilancia con un solo piatto. Il congegno prese a vibrare. Una strisciolina di pergamena sbucò da una fessura alla base. Il mago la strappò e lesse. «Undici pollici, anima di piuma di fenice, in uso da quattro anni. Corretto?» «Sì» rispose Harry nervoso. «Questo lo tengo io» disse il mago, infilzando il pezzetto di pergamena su un piccolo puntale di ottone. «Questa se la riprenda» aggiunse, consegnando la bacchetta a Harry. «Grazie». «Un momento…» disse il mago lentamente. Il suo sguardo balenò dalla targhetta d’argento sul petto di Harry alla sua fronte. «Grazie, Eric» tagliò corto il signor Weasley, e prendendo Harry per una spalla lo guidò lontano dalla scrivania, di nuovo nel fiume di maghi e streghe.

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Bonnie ♥

Bonnie ♥

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Mischief Managed: the Harry Potter Retrospective.

Ho pianto ç__ç

(Fonte: youtube.com)

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Doomed from the start, we met with a Goodbye Kiss.Maybe the days we had are gone, living in silence for too long.Open your eyes and what do you see? No more laughs, no more photographs. Cause we burnt out, that’s what you do when you have everything.Open you’re eyes and what do you see? The last stand, let go of my hand.

Doomed from the start, we met with a Goodbye Kiss.
Maybe the days we had are gone, living in silence for too long.
Open your eyes and what do you see?
No more laughs, no more photographs.
Cause we burnt out, that’s what you do when you have everything.
Open you’re eyes and what do you see?
The last stand, let go of my hand.